Jamie non è quello che si sente sul disco. Lo dice la sua storia passata di ex Super Collider con Cristian Vogel. Quella più recente di opener dei concerti di Bjork. In generale, lo dice chiunque lo abbia visto dal vivo. “Non ti fidare dei suoni e dei ritmi dei dischi (in ogni caso, ottimi, aggiungerei io), dal vivo Jamie è un’esperienza assoluta”.
Non esattamente convinta in che intorno semantico collocare l’aggettivo 'assoluto', entro nel Circolo con le aspettative che aumentano. E i contrasti anche. Insomma, Lidell è uno che ha tirato fuori dei dischi di piena Motown, è uno che ammicca a Wilson Pickett, che ogni tanto se la canta con Feist e Gonzales. Eppure l’apparato sul palco è un pianoforte verticale su una diagonale e, nell’altra opposta, tutto un giganteggiare di cavi, sintetizzatori, laptop. Una postazione da Ibiza, quasi.
La sensazione di straniamento aumenta perché le prime due canzoni che il buon Jamie snocciola – non appena riuscito a re-impadronirsi dello spazio sonoro infestato dal boato della folla acclamante – giocano proprio a prolungare il tranello del composito crooner anni '30. 'Game For Fools' e 'Wait For Me' servono proprio a chi ha studiato per bene i dischi del 35enne del Cambridgeshire a prender un bel sospiro di sollievo e ad accomodarsi nelle sue piccole certezze sonore.
E' proprio lì, che con un balzo sulle sue scarpe da Al Capone e uno svolazzo di sarong (!!!), Jamie si impossessa della complessa consolle di cui sopra. E lì accade il miracolo: tutte le meschine certezze di centinaia di concerti, milioni di atteggiamenti da rockstar e/o artisti catalogati e archiviati, ogni caposaldo di intendere la musica dal vivo viene spazzato via. Jamie comincia però contestualmente un’opera di ricostruzione, infila note e ritmiche nel microfono, che gliele restituisce in ellissi, strati verticali e orizzontali, ripetizioni di suoni che – solo in apparenza casualmente – costituiscono una struttura, addirittura una base su cui il piano – unico strumento 'vivo' sul palco – s’incastra alla perfezione. Per il resto, sopra, sotto e tutto intorno c’è la voce di Jamie. E’ la sua voce che fa pulsare la batteria, che crea delle volture di archi sintetici, di echi profondi di basso. Sopra, è la sua voce calda e setosa che si arrampica e riscende sulle linee melodiche di canzoni come 'A Little Bit Of Feel Good'.
Jamie è un genio assoluto. Fa cantare la gente, la fa oscillare su beat funky e subito dopo scatenare alle accelerazioni ritmiche che si evolvono in elettronica. Quando tutto sembra sfialcciarsi, eccolo che da nuova linfa alla musica, inserisce un accordo o un rumore e vira di nuovo la direzione sonora verso un viaggio diverso. O una diversa canzone. Per un concerto di Jamie non è necessario parlare di scalette. Per più di un’ora i brani fluiscono l’uno dentro l’altro. Anzi, neanche di brani più si tratta, ma di jam session di una one man band, una suite sincretica di suoni di ieri, di oggi e, probabilmente, domani. Jamie incita la folla, balla lui stesso sul banco del dj e di nuovo capitombola dietro i suoi laptop. E di nuovo crea questa bolla pulsante di suoni che ad ogni battere respira e si espande e in sé davvero contiene gran parte della musica moderna. Salvo poi esplodere nell’incredulità felice e ballerina del pubblico.
Le ultime due canzoni sono un tripudio. Un trionfo per Jamie che, evidentemente, ha battezzato nuovi adepti. E per il pubblico che, grato di uno spettacolo di tale livello, riesce addirittura ad andarsene a casa con le architetture sonore di Jamie in una tasca e, in un’altra, il piacere di aver cantato insieme a lui i brani che più l’hanno reso noto alle folle, ovvero 'Another Day' – su cui addirittura le ugole si scaldano in un controcanto – e 'Multiply', che diede il titolo al suo fortunato secondo disco.
Mai visto nulla di simile. Un grazie sentito a Jamie per permettere a noi, rapaci e spietati consumatori contemporanei di musica, di rimanere ancora a bocca aperta.
Setlist:
'Game For Fools'
'Wait For Me'
'City'
'Little Bit More'
'Where’d You Go'
'Feel Good'
'Rope Of Sand'
'When I Come Back'
'Another Day'
'Multiply'











